Rebel Galaxy Outlaw, questo sconosciuto

Il titolo è volutamente provocatorio. Però penso sia abbastanza evidente che ad oggi Rebel Galaxy Outlaw non abbia avuto molta visibilità da parte delle testate online nostrane.
Magari sono io che mi sono distratto più del normale, ma a parte qualche notizia di corredo al trailer, non ho visto molte altre news. Similarmente mi pare che poche siano state le recensioni.

Rebel Galaxy Outlaw non sarà il gioco del decennio, ma è un titolo onesto che fa il suo e offre alcuni spunti interessanti. Secondo me vale la pena dedicargli un articolo.

Ecco cosa vi aspetta nel settore Dodge, insieme a tanta bella musica!

Ma facciamo un passo indietro: RGO è il successore di Rebel Galaxy (2015) di cui però a livello di storia è un prequel. La particolarità del primo RG era data dalla sua interpretazione dei combattimenti spaziali, visto che le astronavi si muovevano solamente su due dimensioni. Inoltre pur avendo delle torrette, come armi principali avevano dei cannoni laterali da cui sparare vere e proprie bordate come se fosse un combattimento navale dei tempi che furono. Altra particolarità era quella di pilotare principalmente navi di grandi dimensioni, ovvero le cosiddette capital ship.

Prequel, ma rivoluzionato

Double Damage con RGO decide di stravolgere tutto o quasi. Come detto è un prequel, quindi mantiene lo stesso lore e la trama è connessa con quella del gioco del 2015. Ci sono anche diversi personaggi in comune, ma è il resto a cambiare.

La prima cosa che si nota è il fatto che ora le navi si muovono finalmente nelle tre dimensioni. Un bel cambiamento, doveroso per un gioco contemporaneo. Inoltre si pilotano fondamentalmente solo navi monoposto come i caccia e qualche nave leggermente più grande, ma siamo all’opposto rispetto alle capital del predecessore. (vedere immagine più in basso).

La visuale predefinita non è più in terza persona, ma in prima dal cockpit, nonostante quella in terza sia comunque sempre utilizzabile.
Insomma, diversi cambiamenti, che da un lato fanno felici tutti quelli che trovavano poco realistici (per quanto possa essere realistico un gioco di fantascienza) i combattimenti di RG, ma allo stesso tempo i fan irriducibili sono rimasti spiazzati. Da un nuovo gioco della saga si aspettavano una sorta di evoluzione e non una rivoluzione.

Le navi di grosse dimensioni sono presenti nel gioco, ma non le potremo pilotare
Quella cosa piccola sulla sinistra è la mia nave, la più grande utilizzabile. L’altra è una delle navi da scortare in una delle tante missioni.

Un altro aspetto che ha reso infelice qualcuno è stato l’annuncio dell’esclusiva Epic Game Store per 12 mesi. Dovrebbe uscire anche su Steam, ma non prima di agosto 2020. Questo che piaccia o meno è ovviamente un aspetto che va fatto notare, ma che di certo non va ad influire sulla qualità del prodotto.

Gioco nuovo, ma guardando al passato

A questo punto vale sottolineare un altro aspetto che nel bene e nel male (a seconda dei vostri gusti) va a condizionare il “confezionamento” del gioco e il suo gameplay. Con RGO ci troviamo davanti ad un chiaro tributo in chiave moderna ai vari classici del genere, tra cui Wing Commander (specialmente Privateer del 1993) X-Wing e altri del periodo. E Rebel Galaxy Outlaw non fa nulla per nasconderlo. Questo vuole essere, senza avere ambizioni fuori portata, com’è giusto che sia, tant’è vero che si concentra solo sul single player senza nessuna modalità online.

Mi scuserete se dopo tanti caratteri ancora non si è parlato del gioco nel dettaglio, ma ritengo che le premesse qui sopra fossero doverose per capire al meglio il prodotto che abbiamo di fronte.

Risse, affari loschi e avventura nel settore Dodge

Apriamo dunque il gioco e iniziamo una nuova partita, accolti dall’introduzione animata (utilizzata anche per il cinematic trailer che trovate a seguire).

Vediamo la protagonista Juno Markev atterrare sulla superficie di un pianeta desertico per poi dirigersi al bar dello spazioporto in cerca di informazioni su un tizio di cui ha una foto. In breve tempo il tizio in questione si palesa in carne e ossa e scatta la colluttazione, da cui purtroppo Juno non potrebbe mai uscire vincitrice. Fortunatamente riesce a divincolarsi e correre verso la sua nave con cui decolla via. Fuga riuscita? Ovviamente no, dopo poco l’avversario la raggiunge con la sua nave e prevedibilmente comincia a fare fuoco. La protagonista con uno stratagemma riesce ancora una volta a liberarsi dall’inseguitore, ma la sua nave è irrimediabilmente danneggiata e precipita sul vicino pianeta.

Ecco come tutto inizia in RGO

A questo punto diventa chiaro il fatto che l’avventura si affronta con un personaggio ben definito e quindi non c’è possibilità di crearne uno proprio. A parte questo, il gioco ci mette dei panni di una persona che ha un proprio scopo da raggiungere (andando avanti con la trama scopriremo perché è finita in questa situazione) ma senza i mezzi per farlo, in quanto dopo lo scontro e lo schianto si ritrova bloccata su un pianeta non propriamente dei migliori, senza soldi e soprattutto senza una nave.
Quindi le questioni personali dovranno attendere, si dovrà ricorrere ad un amico per ottenere una pessima nave in prestito e fare qualche lavoro per accumulare crediti. Da lì acquistare navi ed equipaggiamento via via migliori e costruire una nuova rete di contatti, il tutto al fine di essere in grado di riprendere le questioni lasciate in sospeso.

Parola d’ordine: libertà

Il gioco ci indica la via, ma quello che si farà da lì in avanti è a discrezione del giocatore. Si può decidere cosa fare e quando farlo, tra missioni della storyline principale, missioni secondarie e tanti incarichi che si possono trovare in giro.
Incarichi che vanno dai trasporti all’attività mineraria, passando per scorte e riscossione taglie, con tutto quello che c’è in mezzo, inclusi lavori illegali.

Infatti Rebel Galaxy Outlaw ha un sistema di reputazione per cui in base alle proprie scelte e azioni lo si potrà affrontare come bravi cittadini o come fuorilegge, come il titolo indica. La reputazione influirà sui posti che si potranno visitare (una stazione spaziale della polizia non sarà accessibile per un criminale, così come viceversa un covo di pirati non darà il benvenuto a chi sta dalla parte della legge) e ovviamente sui nemici che si incontreranno girando da un sistema all’altro. Tra le attività non manca poi il classico commercio, ovvero acquistare una merce a basso prezzo dove viene prodotta per poi andare a rivenderla dove invece c’è forte richiesta e i prezzi sono molto alti, guadagnando belle cifre.

Le stazioni spaziali di Rebel Galaxy Outlaw hanno diverse forme e stili, ma i casinò si riconoscono subito.
Ad alcuni potrebbe ricordare Spiders from mars..

Chiaramente in mezzo a tutto questo, lo scopo rimane quello di fare tanti soldi per arrivare piano piano alla nave migliore con l’equipaggiamento migliore in modo da poter affrontare le missioni più difficili e pian pianino arrivare alla fine della storyline. Questo porta inevitabilmente al fenomeno del grind, ma compensato dal fatto che come lo si fa è a discrezione del giocatore. Qualcuno potrebbe fare un po’ di tutto, qualcuno dedicarsi solo al commercio, qualcuno al combattimento e così via. Potenzialmente se non piacesse nulla di tutto questo, si potrebbe diventare ricchi anche solo con il gioco d’azzardo. Infatti in molte stazioni spaziali ci sono slot machine, videogiochi, biliardo e dice poker, in questi ultimi due casi con NPC che non aspettano altro che sfidarvi giocandosi o soldi o componenti per la nave.

Ritorno al passato

Parlando di navi, come già detto sono delle monoposto. Le capital ci sono, ma come navi da scortare, o navi nemiche. In questo caso la procedura richiama quanto visto in altri titoli del passato e non, ovvero si dovranno prima distruggere le armi in modo da renderle inoffensive per poi sferrare il colpo di grazia.

Andando avanti nel gioco capiterà di affrontare navi ben più grandi della nostra, ma con un po' di astuzia e pratica, non sarà un problema.
Affrontare le capital è impegnativo ma regala grandi soddisfazioni. Inoltre in questi casi si è quasi sempre affiancati da navi alleate.

Da qui continua ad emergere la volontà di omaggiare i titoli che hanno fatto la storia del genere. Nel cockpit tutto richiama i classici, dallo stile al tipo di indicatori. Un radar, uno schermo con lo stato della nave, uno con le info sul bersaglio agganciato.. Non manca nemmeno la possibilità di scegliere quanta energia destinare ad armi, scudi e motori. In generale c’è tutto quello che vi aspettereste e che vi farà sentire a casa se avete mai giocato a Wing Commander e altri.

È possibile controllare la nave tanto con la nostra amata combo tastiera + mouse, oppure con joypad o joystick e volendo pure con un sistema HOTAS. Il gioco prevede eventualmente alcuni aiuti per chi è un novellino dei combattimenti spaziali, come ad esempio la possibilità di selezionare un bersaglio e farlo seguire dalla nave mentre si fa fuoco. Questo non toglie però che RGO abbia la capacità di soddisfare i veterani del genere, basta settare il giusto livello di difficoltà.

Le navi usano la tradizionale configurazione con tutte le armi puntate in avanti (come su un aereo militare). Alcuni modelli hanno anche una o più torrette, che normalmente sparano in automatico ma all’occorrenza possono essere controllate manualmente. In questo caso la nave proseguirà dritta sulla rotta impostata non essendoci nessuno ai comandi. Tale soluzione può essere utile in caso di fuga da una situazione complicata, permettendoci di usare la torretta per sparare ad eventuali inseguitori.

Le questioni tecniche

Bisogna sottolineare che parliamo di una produzione che tutto è tranne che tripla A e che il gioco è stato creato da una manciata di persone. In questo contesto, RGO nel suo piccolo riesce nell’intento di avere uno stile moderno e colorato (senza esagerare) mentre strizza l’occhio ai titoli più classici.

I combattimenti risultano decisamente coreografici tra proiettili che attraversano lo schermo, missili, laser ed esplosioni. Questo non è male considerando che il gioco potrebbe girare anche sulla macchina del caffè che avete sul ripiano della cucina. Sì, i requisiti hardware sono davvero bassi.

Certo, quando si affrontano le fasi all’interno delle stazioni spaziali non si può camminare liberamente ma solo spostarsi attraverso le varie stanze, così come le animazioni non sono tra le più raffinate. Si tratta delle fasi che più mettono in evidenza alcuni limiti tecnici e non del gioco, ma sono cose che si possono perdonare sia perché il fulcro del gioco è l’azione a bordo della nave e sia perché RGO non vuol certo essere un concorrente di Star Citizen, tanto per dire.

In RGO è anche possibile acquistare una propria stazione spaziale e poi espanderla.
L’interno delle stazioni non stupisce per tecnica e design, ma l’importante in RGO è quello che succede a bordo della propria astronave.

A corredo di tutto questo, va sottolineata la bellissima colonna sonora, che in stile GTA è suddivisa in stazioni radio liberamente selezionabili quando si è ai comandi della propria nave.

Degno di nota anche l’editor che permette di personalizzare le navi. Fondamentalmente si tratta di una sorta di tool di fotoritocco con cui è possibile fare un po’ di tutto alla nave, quindi colorare liberamente ogni singola parte, applicare effetti e addirittura importare immagini da usare come sticker da applicare sulla carrozzeria.
Non è quindi un caso che ci siano parecchie skin create dall’utenza su nexusmod.

Keanu Reeves/Johnny Silverhand sulla fiancata della nave? Si può fare!

Quanto tempo serve a Juno per risolvere i suoi problemi?

Ovviamente parliamo di longevità. Diciamo che considerata la libertà concessa al giocatore, le ore necessarie al completamento variano molto. Si può cercare di concludere la storyline in maniera abbastanza diretta, oppure dedicarsi ad ogni aspetto del gioco cambiando parecchio il tempo necessario.

Volendo fare tutto quello che il gioco offre, è possibile ad esempio guadagnare l’amicizia di ogni personaggio secondario tramite apposite missioni. Così facendo, di tot in tot si potrà scegliere un amico da chiamare in combattimento per aiutarci. Si può acquistare una stazione spaziale e poi investire tempo e crediti (facendo anche missioni ad hoc) per svilupparla al massimo delle sue potenzialità. Altre possibili attività includono esplorare ogni location di ogni sistema, battere tutti i giocatori d’azzardo che ci sono in giro, rispondere ad ogni segnale di emergenza rilevato (che potrebbe anche essere una trappola) e qualsiasi altra cosa che viene in mente.

Qui va fatto notare che il gioco prosegue anche una volta completata la storyline, quindi è possibile dedicarsi alle attività collaterali anche in un secondo tempo. Però è anche vero che avendo completato la storia (che tra l’altro riserva qualche piccolo colpo di scena) potrebbe venire meno un vero e proprio obiettivo che invogli a giocare ancora.

Facciamo due conti

Nel mio caso, devo ammettere che ho voluto provare tutto e prendermela molto con calma, passando anche del tempo a commerciare ecc, il che ha portato il contatore delle ore alla soglia delle 70, ma volendo andare più spediti, la campagna principale dovrebbe essere completabile in circa metà del tempo facendo anche le side quest utili ad avere vita più facile nelle missioni più impegnative. Diciamo quindi intorno alle 35 ore.

Rebel Galaxy Outlaw dovrebbe essere completabile in 35/40 ore senza andare troppo di corsa. Durante la mia partita però, volendo fare tutto il possibile, ne ho impiegate 70.
Il gioco tiene traccia di varie statistiche, incluse le ore di gioco (in alto a destra)

Un giocatore è riuscito nell’impresa di completare il gioco con la nave iniziale (un mezzo rottame) e facendo solo lo stretto necessario è riuscito ad arrivare alla fine in 24 ore.

Il fatto che il gioco possa essere affrontato sia dalla parte della legge che come criminali potrebbe anche invogliare a fare una seconda partita per provare un approccio differente.. a maggior ragione visto che durante la storyline si devono prendere alcune decisioni, potrebbe essere interessante vedere cosa succede se si fanno scelte differenti.

Inoltre, dal lancio sono già stati aggiunti alcuni contenuti extra, ma con il tempo la situazione dovrebbe migliorare ulteriormente, perché Double Damage prevede (dopo aver rilasciato le versioni console) di sviluppare ulteriori contenuti. Inoltre con il rilascio dei tool per il modding è lecito aspettarsi un aumento di contenuti e longevità su entrambi i fronti, o quantomeno un motivo per rimettere mano al gioco anche se lo si è già completato.

Arriviamo al dunque

In conclusione, se cercate un concorrente di Elite: Dangerous e di Star Citizen, o anche di No Man’s Sky, avete sbagliato prodotto. Ma se cercate un gioco sci-fi a base di astronavi che omaggia i titoli più rappresentativi del passato aggiungendoci un pizzico di atmosfera western (che ai più nostalgici potrebbe ricordare qualcosa di Firefly) con Rebel Galaxy Outlaw potete trovare un gioco onesto che fa tutto quello che deve e anche qualcosina di più. Non va dimenticato che il prezzo di listino è di 24,99€ e che il gioco è stato sviluppato da cinque persone. Non è certamente un gioco perfetto, ma tutto considerato, alcuni difetti si possono perdonare, anche perché l’atmosfera che si respira mentre si gioca li fa dimenticare.

Tutto bello, ma le versioni console?

Al momento abbiamo solo la versione PC. Rebel Galaxy Outlaw sta per sbarcare anche su Xbox One, PS4 e Switch ma il lancio su queste piattaforme ( previsto proprio nel mese di marzo) sta subendo dei ritardi per via dell’emergenza coronavirus. Non si tratta di ritardi inerenti il lavoro di sviluppo, riguardano tutte quelle questioni come il rating del gioco e le certificazioni da parte dei rispettivi produttori delle console. Procedure obbligatorie per la pubblicazione e che non dipendono dallo sviluppatore. Purtroppo la situazione attuale comporta anche problemi in questo senso e RGO per console non è l’unico gioco che sta subendo ritardi per queste ragioni.

Di riflesso, anche la versione PC sta risentendo della situazione. Nel caso specifico per via dei tanto attesi tool per il modding. Il ritardo è dovuto dal fatto che la priorità per lo sviluppatore è rilasciare le versioni console e solo dopo potrà dedicarsi al rilascio di questi strumenti e di nuovi contenuti per arricchire il gioco. Quindi se slittano le versioni console, slittano anche le aggiunte per quella Windows.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *