Simulatori e il costo “scandaloso” dei DLC

Un altro titolo provocatorio, ma una cosa che mi ha sempre lasciato un po’ perplesso sono quegli articoli su siti più o meno professionali che fanno lo “scoop” sul costo dei DLC dei simulatori, specialmente quelli ferroviari. Per capirci, una roba del tipo “Incredibile, se volete tutti i DLC di xxxxx simulator, dovete spendere x000 euri!!” Con poi l’articolo che spiega il numero dei contenuti aggiuntivi, il prezzo medio e il totale se uno li vuole acquistare tutti.

Perché la cosa mi lascia perplesso? Perché generalmente l’argomento viene affrontato in maniera errata e molto superficiale. Ovviamente a mio modestissimo e personalissimo parere, sia chiaro.

Non facciamo di tutta l’erba un fascio

Il primo errore è quello di mettere tutti i DLC esistenti sullo stesso piano e quindi giudicarne la quantità e il costo allo stesso modo.
A mio parere bisognerebbe fare quantomeno una distinzione di massima. Nel mondo dei contenuti aggiuntivi c’è differenza tra un gioco che ha già tutto e offre dei DLC da 5 euro con delle skin e quello che aggiunge contenuti più importanti. Idem per i DLC che sono tali ma sotto sotto si rivelano essere obbligatori per godere appieno del titolo di base.. Oppure quelli totalmente opzionali e così via, arrivando a quei DLC che tanto ricordano le care e vecchie espansioni di una volta, ovvero che aggiungono contenuti davvero corposi all’esperienza iniziale.

I DLC non sono tutti uguali, un DLC di Fortnite è ben diverso a livello di contenuti rispetto a quelli per i simulatori.

Il primo esempio che mi viene in mente a racchiudere contenuti aggiuntivi appartenenti a diverse delle categorie sopra elencate è la saga di Mass Effect. Alcuni DLC erano quasi inutili o solo cosmetici, altri portavano contenuti interessanti ma pur sempre opzionali, altri ancora alla fine si rivelavano acquisti quasi obbligati, perché permettevano di approfondire o la storia generale, o la storia di alcuni personaggi.
Un chiaro esempio di come sotto l’acronimo DLC si nascondano contenuti di diverso tipo e valore/utilità.

Ma nel vasto mercato videoludico possiamo anche incontrare titoli dove si devono acquistare tutti i DLC per fruire dell’esperienza più completa possibile.

Simulatori e DLC, un mondo a parte o quasi

Il fatto è che generalmente per i simulatori il discorso è diverso e non poco, ma facciamo due conti veloci:

  • Raceroom ha solo 7 DLC, ma il totale supera i 100€ (almeno su Steam, poi sullo store proprietario c’è la possibilità di acquistare singoli mezzi e tracciati, invece dei pacchetti)
  • Euro Truck Simulator ne ha 70 (di cui la maggior parte sono elementi estetici dal prezzo di 1 o 2 Euro) e il costo totale supera i 200€
Raceroom Racing Experience parte da una base free to play che l'utente può espandere con DLC di auto e tracciati a scelta, acquistandoli a parte.
Alcuni dei contenuti acquistabili tramite lo store di Raceroom Racing Experience.

Ma fin qui siamo ancora bassi rispetto ad altri titoli che non sono simulatori. Vediamo ad esempio Europa Universalis IV che ha quasi 350€ di DLC o The Sims 4 che si aggira intorno ai 500€, quindi passiamo ai pezzi forti.

  • Train Sim World con 23 contenuti aggiuntivi totalizza una cifra di 522€.
  • DCS World al momento ha parecchi (non tutti) DLC scontati del 50% e se volessimo acquistarli tutti, la cifra scontata sarebbe di circa 1250 € per 70 DLC. Quindi il totale sarebbe molto più alto in assenza di sconti (non dico il doppio, ma quasi).
  • Train Simulator 2020 conta ben 571 DLC, per un costo totale di circa 8300 €. Sì avete letto bene, ottomilatrecento euro. Ed è proprio qui che volevo arrivare, visto che proprio Train Simulator (che all’esordio si chiamava RailWorks) per forza di cose diventa la “vittima” preferita di certi articoli, video, post su forum ecc.
Train Simulator conta ben 571 DLC per un totale di oltre 8000 Euro. Serve davvero averli tutti?
La parte iniziale e quella finale della lista dei DLC di Train Simulator

Probabilmente anche voi che leggete a questo punto starete pensando “ma com’è possibile, questi sono fuori ed è fuori anche chi spende soldi in questi prodotti”, ma ora cerco di farvi capire perché (sempre a mio modestissimo parere) non ci sia da scandalizzarsi così tanto.

Non soffermiamoci sul totale

nota: da qui in avanti parlerò principalmente di Train Simulator perché rappresenta il caso più “eclatante”. Tornerò comunque anche su DCS e altri simulatori.

Partiamo dall’acquisto del titolo base. Rilasciato nel 2009 con il nome Railworks e come sequel di Rail Simulator, dal 2012 inizia ad avere nuove versioni annuali con il titolo che diventa appunto Train simulator 20xx di anno in anno arrivando all’attuale 2020. Va fatto notare che i vari aggiornamenti annuali sono gratis per chi già possiede il titolo, quindi se si è acquistato che ne so, TS 2017, l’anno successivo si sarà “trasformato” in 2018, poi in 2019 e così via. Non è che ogni anno bisogna acquistare la nuova versione o pagare per un upgrade.

Com’è facile aspettarsi, il pacchetto base offre giusto le basi appunto: il software, l’editor, qualche treno, qualche tratta su cui girare e poco altro.
A questo punto l’utente deve necessariamente espandere l’esperienza per renderla affine ai propri gusti.. Ed è proprio qui che sta il nocciolo della questione.

Un DLC per i patiti di treni tedeschi. Chi ha altri gusti non si sentirà certo obbligato a comprarlo.

Quello che l’utente cerca

Se io sono un patito di treni, avrò le mie preferenze: potrei preferire le loco diesel o quelle elettriche, come potrei invece cercare quelle a vapore o in generale quelle di un preciso periodo storico. Similarmente avrò una preferenza di nazionalità e quindi di paesaggi e tratte.
Se ad esempio la mia passione sono i treni svizzeri a scartamento ridotto/metrico e sono quelli che voglio vedere e far muover nel simulatore, acquisterò quei 3 o 4 DLC a tema. Dei restanti 567 contenuti non mi fregherà assolutamente nulla, perché difficilmente avrò interesse verso i moderni treni americani o altro e ovviamente viceversa.

Quindi secondo me, se si inizia a vedere le cose da questo punto di vista, la questione inizia ad avere un certo senso, perché il simulatore in questione offre sì una marea di DLC, ma nessuno lì vorrà tutti. Si vorranno invece solo quelli di proprio interesse e di conseguenza in questo si può trovare un pregio, ovvero quello di cucirsi addosso il simulatore con tratte e treni che piacciono. Tutto il resto si scarta e non c’è bisogno di acquistarlo.
Tra l’altro esistono anche dei pacchetti tematici molto convenienti come le edizioni dedicate a Germania, Regno Unito, Svizzera ecc. In media con 40€ si prende il titolo base e 5 o 6 DLC, per un valore totale che altrimenti si aggirerebbe tra i 90 e i 140€

Un ragionamento valido anche in altri casi

Se ci pensiamo, il discorso vale per ogni altro simulatore che offre una formula simile. Anche in DCS sarà difficile che qualcuno vorrà ogni contenuto aggiuntivo. Ci sarà chi è interessato solo ai velivoli americani, chi a quelli russi, chi a quelli della WWII e così via. L’utenza farà acquisti mirati in base ai propri gusti, senza avere la necessità di comprare ogni DLC esistente.

Se non vedete l’ora di volare con questo aereo in DCS, probabilmente spenderete 68€ per il DLC, altrimenti nessuno vi obbliga e ne comprerete uno diverso più nelle vostre corde.

Possiamo ovviamente riportare lo stesso esempio nei simulatori di guida. Ci sono auto a ruote coperte, scoperte, recenti, d’epoca, di una determinata categoria ecc. Si può avere la tentazione di collezionare tutto il possibile, ma alla fine si avranno sempre delle preferenze. Di conseguenza sarebbe inutile comprare un DLC di auto a ruote scoperte se si prediligono le auto da rally.

Parlando di Euro Truck Simulator, potrei prendere tutti i DLC con mappe aggiuntive per poter guidare in ogni angolo d’Europa.. Ma potrei anche voler acquistare solo quelli di zone di mio interesse. Se le mie location preferite sono nel centro e sud Europa, non comprerò il pacchetto Scandinavia. Altro esempio, nessuno mi obbliga a comprare il pacchetto con le skin natalizie. Similarmente, se guido solo camion Scania, non ho motivo di comprare il tuning pack per i DAF.
Insomma, penso di aver reso l’idea del concetto.

Euro Truck Simulator 2 offre diversi DLC per espandere la propria mappa, ma nessuno è essenziale per godersi il simulatore.
Il DLC “Italia” di ETS2 è davvero ben fatto, ma il simulatore è godibile anche senza.

L’utente del simulatore come un fermodellista

Se vogliamo tornare in ambito ferroviario, pensate a chi colleziona treni modello in scala (tipo la classica H0). Per ovvi motivi di gusti personali, costi e spazio, difficilmente troverete qualcuno che colleziona “tutto”. Ci sarà sempre una scelta di base: treni di una certa nazionalità, di un certo periodo storico e così via.

Ma l’esempio più attinente è forse quello di chi crea il cosiddetto plastico. Chi si dedica a questo hobby prima ancora di pensare a come disporre i binari deve scegliere quale ambientazione riprodurre e indicativamente in quali anni. Da lì dipenderanno tutte le altre scelte, dai vari edifici ai treni da farci girare sopra e così via. E di conseguenza se il nostro ipotetico fermodellista crea un plastico ambientato nell’Italia anni ’70, non ci farà mai girare un Frecciarossa, o un treno inglese o che altro. E nemmeno comprerà ed installerà intorno ai binari edifici tedeschi, tanto per dire.

Costruire un plastico è come partire da un simulatore base e poi espanderlo secondo i propri gusti. In entrambi i casi bisogna scegliere cosa andare a rappresentare e acquistare di conseguenza.
La costruzione può iniziare solo dopo aver scelto ambientazione e periodo storico.

Insomma, avete capito l’analogia: Il simulatore (ferroviario in questo caso) è il piano vuoto su cui costruire il plastico. I pacchetti con scenari e tratte sono il plastico e relativa ambientazione. E.. già, i treni sono i treni.
La grossa differenza è che un fermodellista deve spendere 200€ solo per una locomotiva, poi manca tutto il resto.

Ho parlato di fermodellista, se preferite ferromodellista, ma anche qui il concetto si applica ad altre forme di modellismo. Anche chi colleziona auto in scala avrà una sua categoria preferita. Idem chi si dedica ai modelli di aerei ecc.

Quantità per accontentare tutti

Quindi tornando all’impressionante numero di 571 DLC di Train Simulator. Diventa evidente che tale quantità è dovuta dalla volontà di offrire qualcosa per tutti. Si spazia per tutte le epoche, nazionalità e tipologie di treni, poi sta all’utente decidere cosa vuole e fare acquisti mirati.
Siamo ben lontani da discorsi del tipo “se voglio il gioco completo devo comprare centinaia di DLC e spendere migliaia di Euro”.
Anche perché per l’utente X e i suoi gusti il simulatore potrebbe essere già completo con 2 contenuti aggiuntivi. Ma anche fossero 10 o 15, non dovrà ne vorrà mai comprarli tutti.

Costi per l’utente e lavoro necessario per la realizzazione

Infine, ancora una considerazione sul costo dei singoli DLC di TS.
Intanto chiariamo che anche se venduti tutti tramite la pagina Steam del simulatore (o sul sito dello sviluppatore, Dovetail) questi contenuti sono creati per lo più da aziende esterne. Ovviamente aziende specializzate in questo genere di cose. Cito a caso VirtualRailRoads, Thomson Interactive e Aerosoft ma penso siano una trentina circa.
Questo spiega anche come si è riusciti ad avere una tale mole di contenuti aggiuntivi.

Bergün è una delle tante stazioni riprodotte in Train Simulator, grazie ad un apposito DLC. Confrontando quanto si vede nel simulatore con google maps, si possono facilmente notare le similitudini con la realtà.
Stazione di Bergün e relativo museo ferroviario. Vista simile su Google Street View: LINK

Mediamente, il costo di un pacchetto completo, ovvero una tratta ferroviaria con treno e tutto quello che serve, si aggira tra i 20 e i 30€.
Chi crea tale pacchetto deve riprodurre il più fedelmente possibile la tratta in questione (compatibilmente con i vincoli tecnici del simulatore). Non si tratta solo del percorso dei binari, delle pendenze, di tutta la segnaletica ecc ecc. Bisogna ricreare tutto quello che c’è intorno, come il paesaggio. Mettere un ponte dove nella realtà c’è un ponte, una galleria, una paratia, una casa, una stazione, tutto insomma. Si deve quindi modellare ex novo ogni asset che non sia generico e che si vede intorno al tracciato, quantomeno in primo piano.

Non solo paesaggi e binari

Ovviamente poi c’è la modellazione di treni e vagoni che percorrono quella tratta, che poi devono essere proposti nelle reali composizioni e relative varianti. Infine devono creare anche i cosiddetti “scenari” ovvero delle missioni da portare a termine all’intero di quella tratta. Tipo vai alla stazione x, carica i passeggeri e portali alla stazione y, arrivando poi a cose più complesse.

Aggiungiamoci anche che in diversi casi i treni presentano cockpit interattivi e una modalità di funzionamento realistica per cui per avviare il treno e gestirlo bisogna seguire tutte le procedure reali (appunto interagendo con la strumentazione).
Ora si dovrebbe avere l’idea di quanto lavoro c’è dietro uno di questi DLC, che sono vere e proprie espansioni e per cui il prezzo tutto sommato potrebbe anche essere giustificato.

I DLC di Train Simulator introducono anche nuove locomotive e i relativi carri. Anche questi vanno modellati appositamente nel simulatore, cosa che richiede un certo lavoro.
Parlando di composizioni ferroviarie…

Potremmo anche aprire una parentesi sulle produzioni amatoriali e gratuite, che in alcuni casi permettono di non spendere soldi in contenuti a pagamento, ma è un altro discorso che esula dall’articolo e magari ne parleremo in un articolo specifico per Train Simulator.

Inutile dire che non da meno è la realizzazione di un aereo fin nel minimo dettaglio e riuscirne a riprodurre il funzionamento e il comportamento.

Note finali

Se avete avuto la pazienza di arrivare in fondo e seguire tutto il mio ragionamento, specifico che non pretendo di avere ragione. Si tratta semplicemente di un parere personale. Tanto meno questo testo vuole in qualche modo difendere Dovetail Games, Eagle Dynamics o chi altro.
L’obiettivo è semplicemente quello di affrontare il tema da un punto di vista differente e proporlo ai lettori, sperando di aver fatto cosa gradita.

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