WASD: evoluzione dei comandi da tastiera

Per i più giovincelli, giocare su PC e utilizzare i tasti W, A, S e D per i movimenti di personaggi e veicoli è la consuetudine. Ma quello che solo chi ha qualche anno in più ricorda, è che una volta la questione era ben diversa.
Quando è avvenuto il cambiamento, non è nemmeno stato indolore per tutti. Ma quando è avvenuto e perché? Come mai prima non si usava lo schema WASD?

PC senza mouse

Concentriamoci sul PC, senza divagare su altre piattaforme.
Sarà uno shock per qualcuno, ma fino ad un certo periodo i PC non avevano il mouse. Era forse più facile trovare macchine dotate di tastiera + joystick (rigorosamente con pomo in cima e due tasti sulla base). Ma in molti casi il pc del gamer dell’epoca era dotato della sola tastiera.

Per un certo periodo, era più facile trovare macchine con un joystick che con un mouse. Sarà poi proprio il mouse a creare la necessità di una nuova disposizione dei controlli da tastiera per i videogiochi, che porterà all'idea WASD
Se vi piace il genere, è attualmente in vendita e ne fanno anche una versione USB

Capiamoci, il mouse tra prototipi vari, prime implementazioni su alcune macchine e così via, era in giro da tempo, ma non era diffuso.
Le cose iniziarono a muoversi durante gli anni ’80.
La presentazione del primo mouse di Logitech risale al 1982. Durante lo stesso anno, Microsoft aveva aggiunto a MS-DOS il supporto per questa periferica. Da lì la creazione della nuova divisione Microsoft Hardware, che l’anno successivo fece arrivare sul mercato il primo mouse dell’azienda di Redmond.
Nonostante questo, il mouse cominciò ad essere conosciuto solo in seguito (1984, 1985) e non grazie a Microsoft o Logitech, quanto piuttosto per essere in dotazione alle macchine del periodo di Apple, Amiga e Atari.

C’erano una volta i giochi per MS-DOS

Anche qui per molti parleremo di preistoria, ma chi ha giocato su PC all’epoca, ricorderà che i giochi si gestivano da tastiera, tanto a livello di gameplay quanto di navigazione nei menu e affini.

A farla da padrone, erano le frecce direzionali.
Ad esempio nei giochi di guida l’auto sterzava con le frecce sx/dx e le frecce su/giu gestivano rispettivamente acceleratore e freno.
Per giochi con più comandi (tipo sparatutto e affini) la soluzione più logica era quella di sparpagliare i comandi per tutta la tastiera. O meglio, un po’ di comandi a sinistra, un po’ a destra. Era ovviamente un modo per permettere al giocatore di gestire facilmente il tutto tenendo entrambe le mani sulla tastiera in posizione naturale.

Prima della combinazione WASD quasi tutti i giochi, inclusi quelli di guida, avevano i controlli incentrati sulle frecce direzionali.
Chi se lo ricorda?

La costante generalmente era che il movimento fosse gestito dalle frecce direzionali a prescindere che si controllasse un veicolo o una persona. Poi in genere si usavano CTRL per sparare, la barra spaziatrice come tasto azione (per aprire porte ad esempio) e così via.
Una delle poche cose che sono rimaste anche ai giorni nostri è ad esempio il cambiare le armi con i numeri da 1 a salire.. e per certi giochi il tasto Shift per la corsa (o sprint se preferite).

Fatto sta che anche quando i giocatori dell’epoca si dilettavano con il mitico Wolfenstein 3D, lo facevano utilizzando solo la tastiera. Il gioco aveva il supporto per il mouse, ma non lo usava nessuno o quasi. Va anche sottolineato che parliamo di giochi che non erano realmente in 3D (non a caso venivano chiamati 2.5D) e quindi l’apporto del mouse non poteva essere lo stesso a cui siamo abituati oggi per lo spostamento libero della visuale, la mira ecc.

L’arrivo di Doom (1993)

Nel frattempo, in ambito videoludico il mouse cominciò a diffondersi per via delle avventure grafiche.
Di contro però, in altri generi di giochi non aveva molta fortuna.

La prova di quanto appena scritto è che un altro titolo storico come Doom veniva comunque giocato solo da tastiera.
Oggi sembra una cosa strana, ma se ci pensate, anche per Doom valeva il discorso 2.5D. E se in un gioco non si può mirare manualmente in alto o in basso, ma solo far girare il proprio personaggio a destra e a sinistra, il mouse non sembrerà così utile.
Aggiungiamoci che ormai i giocatori erano ben abituati a giocare con le due mani sulla tastiera seguendo schemi collaudati. In quest’ottica dover togliere una mano dai preziosi tasti per utilizzare il mouse sembrava una cosa molto innaturale.

L'idea di mouse è stata testata e sviluppata per molti anni, ma solo dopo l'85 tale periferica ha iniziato ad essere usata e diffusa, mentre solo parecchi anni dopo ha preso piede anche in ambito gaming
Forse chi si rifiutava di giocare con il mouse pensava di dover usare questo…

In quel periodo, non mancavano comunque soluzioni che oggi si definirebbero bizzarre. Ad esempio il tasto destro del mouse veniva usato per comandare lo spostamento in avanti, mentre il girare a destra e a sinistra restava sulla tastiera con le classiche frecce direzionali.
Si usava però il tasto sinistro per fare fuoco, cosa che si fa anche ai giorni nostri. Comunque i più continuavano ad usare CTRL per sparare.
Insomma, fare fuoco con il mouse, muoversi avanti con il mouse, girare con le frecce direzionali e avere il resto dei comandi sul lato sx della tastiera non era il massimo della comodità.

Essere più competitivi

Nonostante la repulsione per i cambiamenti e la diffidenza nei confronti del mouse, qualcuno si rese però conto che se si usava il mouse, si riusciva ad avere una performance migliore. Più precisione, maggiore velocità nel girare (e quindi anche mirare).
E questo anche se parliamo dei cari, vecchi mouse con la pallina (più correttamente mouse meccanici) che di certo non erano precisi e veloci come quelli odierni con sensori laser.

Il problema però era sempre lo stesso: se si toglieva la mano destra dalla tastiera per impugnare il mouse in maniera continuativa, come si poteva gestire il resto dei comandi?
I comandi di gioco erano liberamente configurabili, quindi perché non rivederne la disposizione? Dipendeva dall’essere legati al concetto per cui il movimento dovesse funzionare con le frecce direzionali. Insomma era più una questione di abitudine che impediva di pensare soluzioni differenti. Abbandonare le frecce direzionali sembrava pura eresia.

E per farvi capire quanto i giocatori fossero legati alla tradizione delle freccette, per vedere una svolta, si dovranno attendere ancora un po’ di anni, ma ne parleremo tra un po’.

La configurazione di default dei tasti nei giochi anni '80 e '90 era ben differente da quelle odierne

EDSF, ASDX, ZXC, ZXCV

(no, non mi sto sentendo male e nemmeno ho premuto tasti a caso)

Qualcuno che pensava ad una soluzione c’era. Era diventato evidente che per sfruttare le potenzialità del mouse, si dovesse fare in modo di avere i comandi raggruppati nella parte sinistra della tastiera, perché la destra serviva appunto per l’altra periferica.

Tra il dire e il fare però, ci sono stati tanti tentativi e non tutti con risultati ottimali.
Ad esempio chi giocava usando il tasto destro del mouse per muoversi in avanti e le frecce sx/giù/dx per il resto dei movimenti, provò semplicemente a riportare tale configurazione sulla sinistra della tastiera. Quindi ZXC al posto delle tre frecce e sempre il tasto 2 del mouse per andare avanti.

C’era poi chi non voleva usare il tasto del mouse per andare avanti e quindi usava la variante ZXCV, non proprio comodissima con 4 tasti in linea.

Con EDSF già si iniziava a riproporre la disposizione delle frecce direzionali nella parte sinistra della tastiera.
ASDX non era frutto di esperimenti, era la disposizione di default in System Shock (1994) non un titolo qualsiasi.
Descent, altro titolo che ha avuto un suo perché e più o meno dello stesso periodo, invece proponeva AZQE.

Insomma, in quel periodo si vedeva di tutto e di più.. e non solo come esperimenti da parte dei giocatori, ma anche come configurazioni iniziali nei videogiochi.

Dennis Fong e la Ferrari

Siamo arrivati al 1997. L’anno prima id Software aveva rilasciato un altro gioco che verrà ricordato da tutti, ovvero Quake.

L’azienda di servizi online M-Player decise di organizzare un torneo proprio con Quake e addirittura John Carmack mise in palio la sua Ferrari come primo premio. Per la cronaca una 328. Bisogna essere folli per mettere in palio la propria Ferrari? Forse sì, ma se in garage si ha anche una Testarossa come Carmack, si può vivere felici lo stesso.

Va fatto notare che pure nel 1997, non erano in pochi ad usare la sola tastiera.
Comunque al torneo in questione, un giocatore con il nickname “Thresh” sbaragliò la concorrenza. Dietro tale nick c’era Dennis Fong.
E che configurazione dei comandi utilizzava? Semplice: mano destra sul mouse e mano sinistra sui tasti WASD.

Un momento storico: Dennis Fong vince il torneo di Quake in cui il primo premio è la Ferrari di John Carmack
Uno è felice di aver vinto, l’altro probabilmente sta pensando che a casa ha ancora una Testarossa e che in futuro comprerà altre Ferrari.

Dalla trackball al mouse

Facendo un passo indietro, pare che anni prima Fong giocasse spesso a Doom contro suo fratello. Nonostante fossero entrambi su alti livelli, il fratello aveva sempre un qualcosa in più.
C’era una differenza tra i due: Dennis giocava con la sola tastiera, il fratello con tastiera e trackball.
Dennis incuriosito dalla cosa iniziò a sperimentare una configurazione simile, ma decise per il mouse al posto della trackball. Indubbiamente i risultati si sono visti.

Ovviamente non sappiamo se lui sia stato il primo ad usare WASD e mouse, ma sicuramente è colui che ha reso famosa questa configurazione. Lui per primo dice che nonostante la usasse da ben prima del torneo, non si vuole prendere il merito di aver inventato qualcosa, perché magari qualcuno potrebbe esserci arrivato prima di lui.

Le trackball e i mouse hanno differenti pro e contro, ma forse è proprio grazie ad una trackball che Dennis Fong arrivò ad usare i tasti WASD in Quake.
Un oggetto che non si vede così spesso sulle scrivanie dei videogiocatori.

Il resto, come si suol dire, è storia.

Fong ha poi avviato diverse attività nel mondo dell’informatica e dei videogiochi, tra siti web, servizi e altro. C’è sempre lui dietro un paio di applicazioni/servizi per giocatori che nel tempo sono stati abbastanza noti come Xfire e Raptr. L’ultimo sarà sicuramente conosciuto da chi qualche anno fa possedeva hardware AMD.

Noi giocatori invece, abbiamo visto diffondersi sempre più lo schema utilizzato da “Thresh” in quel famoso torneo.
Ormai si tratta dello standard per la maggior parte dei giochi di praticamente ogni genere o quasi. Infatti, per riprendere l’esempio usato in precedenza, anche i titoli di guida usabili da tastiera propongono WASD per i controlli del mezzo. Ma vale anche per i carri armati nei giochi online e tante altre cose.

Una nota personale

Devo ammetterlo, per un certo periodo anche per me la transizione non è stata semplicissima. Forza dell’abitudine evidentemente. Non parlo di quella da solo tastiera a tastiera + mouse, ma di quella da frecce direzionali a WASD.
Il mio problema non era tanto con giochi tipo FPS e affini, quanto per lo più con il guidare. Parlo di giochi di guida arcade (alla Need for Speed) o giochi di altro tipo in cui si poteva anche guidare (alla GTA ad esempio).

Ho passato anni con la mano destra che usava le frecce per acceleratore, freno e sterzo, mentre la sinistra si occupava di freno a mano, cambio, nitro, visuale e altro.
Dover cambiare radicalmente impostazione è stato un po’ traumatico, tant’è che per un certo periodo in giochi di quel tipo riconfiguravo i tasti e riprendevo la configurazione a cui ero abituato.

Ma alla fine, complice anche il fatto che non tutti i giochi permettevano di rimappare i tasti, ho iniziato a farmene una ragione e a cambiare le mie abitudini.

Chissà se in futuro ci saranno altri cambiamenti di questo tipo..

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