Pirati e film: dal disastro Corsari alla rinascita.

Oggi esco un po’ dal tema dei videogiochi per parlare di film, ma un collegamento c’è lo stesso. In un precedente articolo parlavo di giochi basati sui pirati e relativi flop, l’assenza di un nuovo videogioco di livello e altre cose. Inoltre accennavo a come anche nei film il tema piratesco avesse vissuto periodi burrascosi.
Mi ricollego dunque a quanto scritto per parlare dell’esempio più eclatante in merito e di come il genere sia ripartito dopo anni di diffidenza da parte dei produttori.

L’isola del tesoro, Roman Polanski e tanti altri.

Non devo dirvi io che il romanzo di Robert Louis Stevenson è un punto di riferimento nel genere. Si perde il conto di quanti film ad esso ispirati siano usciti nel corso degli anni. Un altro nome noto è Pirati di Roman Polanski, del 1986. Un film che è impossibile non ricordare quando si passa in zona porto antico di Genova, dove si trova ormeggiato il Neptune, il galeone creato appositamente per il film.

Per il film Pirati del 1986, Roman Polanski fece costruire appositamente un galeone, chiamato Neptune. In seguito è stato donato al comune di Genova ed è tutt'ora ormeggiato nel porto antico.
Il Neptune a Genova, non molto distante dall’acquario. È possibile visitarlo.

Ma basta cercare un po’ nel web per trovare decine e decine di film prodotti nei decenni scorsi, specialmente prima del 1995.
Pure la nota coppia Bud Spencer e Terence Hill si è dilettata nel genere, con il film Il corsaro nero del 1971. Anzi, sarebbe più corretto dire Terence Hill come protagonista e Bud Spencer come personaggio secondario.

Comunque, parliamo di un genere che ha sfornato una gran quantità di film in quei decenni. Un genere gradito dal pubblico e che non si pensava potesse subire uno stop improvviso.

Arriva Geena Davis

Prima metà anni ’90: c’è l’idea per un nuovo film sui pirati, qualcosa di tosto… Tutto doveva essere di livello: budget, regista, attori, effetti speciali, colonna sonora e così via..
A produrlo c’è la Carolco Pictures, casa di produzione che era una sicurezza. Ha avuto a che fare con una marea di film di successo o comunque ben noti. Per capirci, parliamo di film come Rambo e seguiti, Danko, L’uomo dei sogni, Atto di forza, Stargate e molti altri. Andate a vedere la lista dei film a cui hanno lavorato e vi sfido a non trovarne almeno uno che conoscete.

Fin qui tutto bene, si prospetta qualcosa di bello per i fan del genere.
Per essere ancora più sicuri del risultato, si chiama Renny Harlin. Un regista all’epoca lanciatissimo dopo aver diretto Die Hard 2 e Cliffhanger.

Anche per il cast si cercano nomi noti. Harlin riesce a far ottenere il ruolo di protagonista a Geena Davis. Una sicurezza pure lei in quel periodo, ma aggiungiamoci anche che all’epoca era la moglie di Harlin.
Per il protagonista si punta subito su un altro nome di rilievo, ovvero Michael Douglas. Purtroppo (o per fortuna per lui) anche se interessato alla parte, abbandono’ il progetto perché le condizioni da lui richieste non erano state soddisfatte.
Come sostituto viene individuato Matthew Modine, più economico, ma mica uno a caso. Per chi non lo sapesse, tra i vari ruoli ha interpretato anche quello del soldato Joker in Full Metal Jacket.

Ora, senza andare avanti con tutti i nomi importanti coinvolti, il progetto comunque aveva del potenziale. Ciliegina sulla torta, un budget che alla fine è arrivato a 98 milioncini di dollari (che per un film uscito nel 1995 non sono propriamente pochi).

Cosa poteva andare storto?

Disastri economici

A quanto pare, diverse cose non sono andate per il verso giusto. E se non si fosse ancora capito, parliamo di Corsari, o Cutthroat Island in originale.

Fondamentalmente il problema più grande è stato lo sperperamento di dollari. Senza scendere troppo in dettagli, si parla di riprese che venivano rimandate, gente licenziata random, problemi tecnici, copioni riscritti ecc ecc… Tutte cose che facevano perdere tempo e soldi.
Voci parlavano anche di parte del budget del film spesa per robe nonsense o quantomeno non necessarie per le riprese. Un esempio? Scorte di succhi di verdura per la Davis e altre richieste assurde dei protagonisti.

A quel punto la situazione era disastrosa sul fronte economico. Carolco cancellò un altro progetto che aveva in cantiere, ovvero un film con Arnold Schwarzenegger. Si dice anche che Harlin abbia messo mano alle sue finanze per finire il film visto che la Carolco stava andando in crisi.

Risultato:

98 milioni di dollari spesi e 11 incassati. A dire il vero, più fonti dicono che in realtà il totale fosse arrivato a 115 milioni.

L’esplosione dietro di loro è niente in confronto al caos generato dal film.

La gloriosa Carolco Pictures è inevitabilmente fallita, chiudendo i battenti.
C’è da dire che l’azienda aveva già perso qualche colpo in precedenza, ma Corsari, che doveva essere il blockbuster che l’avrebbe rilanciata, è invece stato il classico chiodo sulla bara. Forse c’erano stati anche dei ripensamenti sul progetto prima di iniziare le riprese, vista appunto la precaria situazione finanziaria, ma ormai c’erano accordi presi e investitori in ballo, non si poteva tornare indietro.

Chiaramente anche Harlin in quanto regista di questo flop ha perso quotazioni. La sua carriera è andata avanti, ma i successivi film (Spy, Blu Profondo e Driven) non sono stati propriamente capolavori o campioni d’incassi.

Basta film sui pirati

Quello che interessa a noi in questo frangente, è la reazione da parte dell’industria cinematografica.
Il clamoroso fallimento di questo film e le conseguenze hanno fatto pensare che il problema fosse il tema dei pirati.
Deduzione sbagliata, visto che è abbastanza assodato che il problema era la gestione del progetto. Mettiamoci anche la qualità del prodotto finito, ma di certo non era colpa del tema piratesco.

Basta film sui pirati? Il capitano Red non è felice.

A dire il vero, il film lo potrei anche definire simpatico. I capolavori sono fatti diversamente, ma si lascia guardare. Il risultato però non è quello che uno si aspetta da un film che coinvolge certi nomi e un budget del genere.
Sicuramente ci sono stati anche grossi nonché evidenti problemi di promozione, con il film uscito al cinema senza che si sapesse della sua esistenza o quasi.
Purtroppo, per rifarsi dell’investimento non bastava un film simpatico, ne tanto meno per guadagnarci sopra. Anche i tanti elogi ricevuti per la colonna sonora non potevano fare miracoli.

Tanto è bastato per convincere i signori di Hollywood a rifiutarsi di investire nuovamente in film sui pirati.
Ormai il genere veniva visto come sinomino di flop. Era troppo grande la paura di replicare il fiasco del film in questione e di conseguenza nessuna casa di produzione voleva fare la fine della Carolco.

Johnny Depp salvaci tu

Ebbene sì, dopo il disastro causato da Corsari nel 1995 e tralasciando qualche produzione minore, la rinascita è partita con Pirati dei Caraibi. Come saprete, il primo film della saga è uscito nel 2003, quindi si parla di 8 anni di assenza del tema piratesco in film di rilievo.

A molti sembrerà strano, ma se il genere piratesco è tornato un minimo in voga, è grazie a Pirati dei Caraibi.

la possibilità di realizzare qualcosa di concreto appare solo nel 2001, quando Disney stava iniziando a trovare il coraggio di lanciarsi nell’impresa. Avevano comunque ancora dei dubbi e infatti non erano certi di voler fare un film per il cinema. Si stava pensando seriamente di realizzare un film solo per il mercato home video, con Christopher Walken in qualità di protagonista. Invece in caso di film per il cinema, l’intenzione era quella di avere Matthew McConaughey nei panni di Sparrow.

A inizio 2002 arriva un nuovo copione. Importante notare che in quel momento l’idea era ancora di farne un film piratesco abbastanza tradizionale, ovvero niente di troppo esuberante o fantasy. L’idea non convinse e il progetto si fermò nuovamente.
Fu solo con il copione successivo (scritto sempre nei primi mesi del 2002) che le cose iniziarono a ingranare. Ingranarono perché vennero chiamati in causa Ted Elliott e Terry Rossio.

Un pizzico di fantasy e la ricetta è completa.

Nomi che magari non vi dicono nulla, ma i due già dai primi anni ’90 avevano iniziato a pensare ad un film sui pirati che includesse mostri, leggende, non morti e così via.
A questo punto fu automatico riesumare queste vecchie idee e adattarle per collegarsi alla famosa attrazione Disney che da il nome alla saga.

Ci fu un breve momento in cui si pensò di abbandonare tutto perché l’altro esperimento di creare un film basato su una attrazione Disney non era andato molto bene. Si tratta di The Country Bears – I favolorsi. C’era la paura di un secondo flop, ma come sappiamo i lavori sono invece andati avanti.

Lieto fine? Speriamo…

Com’è andata a finire lo sappiamo. Grande successo, diversi sequel, Depp che ci mise del suo stravolgendo il personaggio di Sparrow rispetto ai piani originali ecc ecc.

Treasure Island. Questa miniserie del 2012 è uno dei più recenti lavori basati sull’omonimo romanzo. A parte Black Sails, che però è un prequel.

In seguito abbiamo avuto altri prodotti basati su L’isola del tesoro, abbiamo avuto la serie Black Sails… Nel mezzo anche Crossbones con John Malkovic.
Cosa ci manca ancora? Un bel videogioco sui pirati che sia ben fatto e tecnologicamente al passo con i tempi. Magari sarebbe la volta buona per smettere di tenerci stretti titoli di 10 anni fa perché non è uscito niente di meglio nel frattempo.

p.s. come forse molti sapranno, Disney vuole cambiare le carte in tavola. L’idea è di fare un reboot di Pirati dei Caraibi… E se reboot deve essere, ci vuole un nuovo pirata, quindi addio Jack Sparrow. Al suo posto potrebbe arrivare una protagonista femminile.
Funzionerà un nuovo Pirati dei Caraibi senza il personaggio interpretato da Depp? Per quanto non abbia troppo interesse verso la saga, spero che funzioni e abbia successo, perché non vogliamo certo tornare alla situazione post 1995, vero?

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