Star Citizen: Chris Roberts ha parlato…

E ora tocca a me. No, non posso certo mettermi sullo stesso piano di Chris Roberts, ma le recenti notizie mi danno l’occasione di tornare a scrivere qualcosa su Star Citizen e Squadron 42.
L’ultima volta che ho scritto qualcosa in merito è stato in occasione dell’Invictus Launch Week, evento in game che ha avuto alti e bassi, mentre a livello di video i miei ultimi contenuti hanno riguardato il rilascio della build 3.10.

Chris Roberts scrive un lungo post sullo spectrum

Eccoci ai giorni nostri. La “notizia” è che in risposta al topic creato da un utente sullo spectrum (fondamentalmente il forum ufficiale di SC/S42) è intervenuto direttamente Chris Roberts. La risposta non è arrivata tanto per il contenuto della discussione in se, quanto piuttosto perché si trattava dell’ennesimo post/topic di lamentela sullo stato dei lavori in generale o in merito ad una specifica feature.

Tanto è bastato appunto per fare notizia, ovviamente riportando solo qualche stralcio della risposta di Roberts e condendo il tutto con i soliti argomenti ad effetto del tipo “tempi biblici”, “giocatori infuriati” e così via.
Attenzione però, non sono qui per difendere CR, ma allo stesso tempo non si può nemmeno affrontare un argomento complesso come questo con una notizia sul generico andante, anche perché l’unico effetto che si ottiene è quello di alimentare i commenti di chi non sa assolutamente nulla sul progetto e quindi si lancia nei soliti commenti parlando di truffa e cose simili.

Tutto questo mi fornisce quindi lo spunto per dire la mia su alcune questioni che ciclicamente emergono contestualmente a notizie di questo tipo, o anche solo per via dell’inesorabile trascorrere del tempo.

Chris Roberts che risponde con un post fa notizia?

Forse sì, perché è una cosa che non succede più così di frequente, ma anche questo indica quanto il progetto sia cambiato nel corso del tempo, nel bene e nel male.

Nel 2012, periodo in cui è nata Cloud Imperium Games, in cui è stato annunciato il nuovo progetto di Roberts, in cui il tutto è sbarcato anche su Kickstarter ecc, in effetti le cose erano diverse.
Il progetto così come presentato era altra cosa e anche la campagna di raccolta fondi serviva più come indagine di mercato per mostrare ai possibili investitori l’interesse verso il gioco che non per finanziarne effettivamente lo sviluppo.

Comunque in quel periodo Roberts era sempre in prima linea, tant’è che pure uno come il sottoscritto, che all’epoca si esprimeva in un inglese a malapena comprensibile, era riuscito a dialogare a più riprese con Mr. Roberts e consorte. Tanto per dare l’idea, in una di queste occasioni con Sandi Gardiner siamo pure finiti a parlare di Formula 1 e altre cose che nulla avevano a che fare con il gioco… Ma questa è, come si suol dire, un’altra storia.

Anche nei periodi successivi Roberts era presente, se non “live” quantomeno con frequenti lettere all’utenza (Letter from the Chairman) apparizioni nei vari contenuti video ecc.

Man mano la sua presenza si è un po’ diradata, limitandosi alle occasioni più importanti, ma questo forse è un bene perché c’è stato un periodo in cui Chris appariva abbastanza stremato dalla situazione. Tanto per dire l’ho trovato sicuramente più vispo ed entusiasta durante la Citizencon mentre diceva che il gioco “is coming together”, anche se in realtà l’aveva già detto nel 2015 (e pure questa è un’altra storia).

Quindi sì, può far notizia CR che scrive in prima persona sullo spectrum, ma nel riportare la notizia sarebbe utile dare risalto anche a cosa ha detto e non solo al fatto che abbia scritto o che è una risposta all’utenza incazzata.

I giocatori infuriati fanno notizia?

Parere mio: fanno notizia per le news generiche, per fare un po’ del cosiddetto “clickbaiting” o per dare all’utenza che non conosce nulla di SC un motivo per urlare alla truffa e allo scandalo, ma per chi segue SC da tempo, no, non fanno notizia.

E non perché siamo tutti fanboy esaltati che credono ad ogni promessa di Roberts e soci, ma semplicemente perché abbiamo iniziato a infuriarci già da diversi anni. Diciamo, che ne so, dal 2014?
Perché prima ancora di arrivare al 2020 senza avere SC o S42 “finiti” ci sono state tante altre cose, in primis lo stravolgimento del progetto rispetto a come era stato presentato.

Andate a rivedere il materiale di quel periodo… Si parlava di gioco single player e poi eventualmente di un qualcosa online (non a caso il primo trailer era di Squadron 42) se ci fossero state le risorse. Per la parte online si parlava di “poche navi ma ben fatte e dettagliate” con poi le altre che sarebbero state rilasciate solo post lancio per non mettere troppa carne al fuoco e altri discorsi di questo tipo.
Confrontiamo il tutto con quello che Star Citizen è diventato/vuole diventare, come viene gestito ecc e diventa evidente quanto le cose siano cambiate.

Fatto sta che le prime incazzature sono arrivate nel momento in cui i backers del 2012 hanno visto che il progetto non era più quello che loro avevano finanziato.

Nel frattempo di altri possibili motivi per infuriarsi ne abbiamo avuti altri, dalle prime “date di consegna” non rispettate al vedere intere porzioni di gioco fatte e poi rifatte perché non rispettavano lo standard che CR voleva raggiungere, buttando al vento mesi di lavoro e così via. Se vogliamo mettiamoci pure la questione Redeemer/TNGS.

Quindi dal 2012 ad oggi, dopo 8 anni, Cloud Imperium ha dato all’utenza molteplici motivi per infuriarsi.
Ad oggi quindi parlare di utenti infuriati per le tempistiche, dopo 8 anni appunto, lascia il tempo che trova, perché non è una novità e perché ormai la situazione del progetto è ben chiara e documentata, quindi chi si avvicina oggi a Star Citizen ha diversi strumenti per capire se gli conviene o meno e a cosa va incontro. Nessuno è obbligato a buttarci dei soldi, si può semplicemente aspettare e vedere che succede.
Tra l’altro chi si infuria oggi ha comunque a disposizione delle build giocabili e quattro major update garantiti all’anno, una situazione sicuramente migliore rispetto a chi si infuriava anni fa e nemmeno aveva qualcosa da provare per le mani o l’attesa per un update era di un anno.

Ma è anche colpa “nostra”

Capiamoci: di motivi per criticare la gestione del progetto ne possiamo trovare una marea, proprio perché più di una volta è emersa una gestione confusionaria o quantomeno una tendenza a voler strafare, non restare con i piedi per terra nella definizione di cosa il gioco potesse diventare ecc.

Però ricordiamoci anche che come detto in precedenza, inizialmente il progetto era molto più contenuto, molto più fattibile e la campagna di raccolta fondi serviva per dimostrare ai possibili investitori l’interesse verso un gioco come S42/SC.
Le cose sono ovviamente cambiate nel momento in cui “abbiamo” iniziato a lanciare palate di soldi verso Roberts e soci.
Se la campagna Kickstarter avesse portato solamente la cifra minima richiesta, probabilmente il progetto sarebbe rimasto quello, Roberts si sarebbe fatto dare i soldi necessari dai propri investitori e con reali investitori a tenere a bada Roberts, unitamente ad un progetto più fattibile, forse avremmo avuto quantomeno Squadron 42 in tempi accettabili.
È solo una mia supposizione sia chiaro, ma c’è anche un secondo fattore da considerare.

Nel momento in cui SC è diventato il progetto dei record, cominciando ad accumulare così tanti soldi che tutti i vari stretch goal della campagna erano stati raggiunti, Cloud Imperium pubblicò anche alcuni sondaggi sul suo sito per sapere che direzione avrebbero dovuto seguire secondo l’utenza e in uno di questi l’utenza ha votato per avere sempre più stretch goal, quindi altri obiettivi da raggiungere con relativi premi da ricevere nel caso si fosse raggiunta la cifra indicata.

A quel punto il tutto era diventato una compulsiva corsa al raggiungimento dell’obiettivo successivo… la MISC Endeavor, il pet system, prima ancora l’asciugamano al raggiungimento dei 42 milioni (non penso di dovervela spiegare) le capital ship ecc ecc.. tutti a fare pledge su pledge perché si volevano a tutti i costi queste cose, senza considerare i rischi di un possibile effetto “feature creep”. E aggiungiamoci anche il rischio di mettere Chris Roberts nelle condizioni di dar sfogo a tutta la sua voglia di “strafare”, di poter finalmente avere la tecnologia e le risorse per mettere in pratica tutte quelle idee che gli frullavano in testa da decenni, ma che per i motivi che sappiamo non aveva potuto sfruttare ai tempi di Freelancer.

Infine non dimentichiamo tutta quella fetta d’utenza che nonostante tutto continua a chiedere di aggiungere altre cose, il che è un po’ un controsenso. Lamentele su lamentele perché lo sviluppo va per le lunghe, ma allo stesso tempo si chiede a gran voce di aggiungere (tanto per fare un esempio) imbarcazioni o ancor meglio sommergibili per poter esplorare i fondali marini.

Se ne fa sempre una questione di soldi

A questo punto in genere subentra il discorso economico e lo fa in diversi modi. C’è chi dice che con i soldi raccolti il gioco (anzi i giochi) l’avrebbero dovuto finire da tempo, oppure chi dice che così tanti soldi e nessun gioco completato = truffa e che se li stanno spendendo per fare la bella vita.
Poi si va sul personale per così dire, con chi pensa di poter fare la voce più grossa di altri utenti sulla base dei dollari “investiti” nel progetto, oppure dall’altro lato c’è chi afferma che chi difende il progetto lo fa solo per giustificare l’insensata quantità di €/$ spesi, in modo da salvare la faccia.

A questo punto avevo preparato un discorsone sul perché tutti sbagliano, su come funziona il crowdfunding, su come si tratti più di donazioni che non investimenti e di quali sono i rischi, ma il discorso è risultato più lungo e articolato di quanto sarebbe accettabile per un paragrafo di un articolo, quindi ho deciso di farne un articolo separato, che potrete leggere a breve.

Mi limiterò quindi a riportare un estratto di un articolo scritto qualche mese fa, in attesa di affrontare meglio l’argomento.

Bisogna invece dare atto a CR di aver assunto centinaia di persone, ha poi aperto studi sparsi per il globo, assunto dipendenti lasciati a casa da Crytek, stretto collaborazioni con nomi importanti come Amazon e Intel e molto altro. Aggiungiamoci anche che per S42, ci hanno messo la faccia nomi come Gary OldmanMark StrongMark HamillAndy SerkisHenry CavillGillian Anderson e molti altri.
Inoltre, anche se non ci sono i giochi completi, di materiale ne è stato creato per entrambi e Star Citizen è giocabile, pur se nello stato di alpha
.
Insomma, se Chris Roberts fosse un truffatore, decisamente dovrebbe cambiare mestiere perché sta sbagliando tutto.

Aggiungo: questo non vuol dire che invece stia facendo tutto bene, ma tra il fare scelte discutibili a livello gestionale e mettere in piedi una truffa da centinaia di milioni di dollari, ce ne passa.

Il mio pensiero in quanto backer

Ormai per SC prendo quello che viene. Gli ho dato dei soldi 8 anni fa e in seguito ho aggiunto qualcosa qui e là quando mi andava, senza che nessuno mi costringesse e consapevole che da quei soldi avrei potuto anche non ottenere nulla, nemmeno uno straccio di alpha giocabile. Delle navi che corrispondono ai pledge mi frega il giusto, l’obiettivo non è mettere navi nell’hangar, ma vedere il gioco finito. Quindi poi è ovvio che se non se ne venisse mai a capo, mi dispiacerebbe e non poco.

Però per finanziare lo sviluppo non mi sono privato di nulla, quindi se andasse male, sopravviverò. Deluso sì, ma sopravviverò.
A parte questo ritengo di aver criticato il progetto quando era giusto farlo e viceversa averlo elogiato quando era il caso.
E così continuerò a fare, ma considerando il contesto sinceramente non ho motivo di insorgere in questo 2020, perché dopo 8 anni tanto vale tenere il biglietto e vedere come va a finire il film, specialmente se da anni ho capito che CIG e rispetto delle tempistiche sono due cose che non possono stare nella stessa frase, non lo scopro certo oggi.

Finché qualcosa si muove, probabilmente non tutto è perso.. e possiamo concedergli il fatto che il coronavirus abbia creato problemi anche a CIG, perché ok smartworking e tutto il resto, però far lavorare da casa tutta la gente che lavora a Star Citizen e Squadron 42 e riuscire a coordinarla non dev’esser stato proprio semplice.
Ovvio, non è una scusa per ogni cosa, ne tantomeno per quei problemi che erano presenti da prima, però ci può stare che la situazione abbia creato qualche ritardo che si è sommato a quelli cronici che il progetto si porta dietro.

Cosa ci porterà il futuro?

La risposta migliore probabilmente è: nessuno lo sa.

Come ho scritto parecchi caratteri fa, durante lo streaming della Citizencon 2019 Chris Roberts mi è sembrato tutto sommato sinceramente entusiasta alla fine della demo con la Carrack e nel dire che i vari tasselli stavano andando al loro posto.
Di contro ho poi realizzato che la frase “Star Citizen is coming together” l’aveva già pronunciata nel 2015. Va detto però che se non ricordo male in quell’occasione forse aveva detto “is beginning to come together” ma a prescindere dalla semantica, cinque anni sono comunque parecchi per passare dall’iniziare a mettere insieme il gioco all’effettivo metterlo insieme, fermo restando che manca ancora un sacco di roba da buttare nel calderone.

Questo non toglie comunque che l’elemento cruciale sia proprio il mettere i giusti tasselli a posto. Di strumenti, asset e quant’altro suppongo ci sia molto già a buon punto, ma ci sono elementi di base del gioco che finché non inseriti correttamente prevengono l’implementazione di tutto quello che deve venire dopo.
Lo stesso Roberts parla di questo dicendo che le meccaniche relative al salvaging non possono essere implementate finché non saranno a posto iCache e physical damage system. O meglio, le meccaniche di salvaging potrebbero già essere introdotte, ma poi andrebbero rifatte per adattarle ai sopra citati sistemi, quindi meglio inserirle nel gioco una volta sola. Discorso oggettivamente più che condivisibile. Di cose fatte e rifatte in questi anni ne abbiamo viste già troppe, se per una volta si pensa di usare un approccio più sensato, concediamogli quantomeno il beneficio del dubbio e vediamo che succede.

Del resto il 2020 è stato e continua ad essere un anno sfigato e problematico un po’ per tutti, chi più chi meno e su più fronti. In una situazione del genere non possiamo nemmeno pretendere che sia l’anno più buono di sempre per Star Citizen, che già ha i suoi problemi normalmente, figuriamoci durante un anno come questo.
Nel frattempo attendiamo di vedere la nuova roadmap (quando sarà pronta) e di scoprire se mostreranno qualcosa degno di nota per l’anniversario, che verrà comunque festeggiato, anche se per ovvi motivi non avremo la Citizencon 2020/2950.

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