Star Citizen: se ne fa sempre una questione di soldi

Lo dico subito, questo non è un articolo dedicato a quanto il progetto ha raccolto, a come i fondi vengono spesi e discorsi di questo tipo.
In questa sede mi voglio concentrare su come l’utenza si pone nei confronti delle questioni economiche legate a Star Citizen. E per utenza intendo tanto i supporter del progetto, quanto chi commenta le eventuali notizie sui vari portali che qui e là postano notizie a riguardo.

Fondamentalmente questo articolo deriva da quello ispirato dalle news relative a Chris Roberts che risponde pubblicamente ad un utente. In quell’articolo volevo dedicare un paragrafo a come l’utenza spesso si basa solo sull’aspetto economico della questione, ma rendendomi conto che il discorso sarebbe stato troppo lungo, ho deciso di affrontarlo in separata sede.
Considerateli quindi come due articoli complementari, di conseguenza se non l’avete già fatto, vi invito a leggere anche l’altro testo.

Un progetto complesso

Senza voler ripetere quanto già detto nell’articolo precedente, Star Citizen (e di pari passo Squadron 42) non è solo un gioco che aspettiamo da 8 anni, è la storia di un progetto che è nato in un modo ma poi è stato travolto e stravolto dalla cifre record che è riuscito a raccogliere, è stato influenzato dall’utenza, ha avuto alti e bassi e molto altro.
E non dimentichiamo che se per i baker si tratta della lunga attesa per quello che potenzialmente potrebbe essere il loro gioco ideale, per lo stesso Chris Roberts è l’occasione (probabilmente l’ultima a sua disposizione) per realizzare delle idee che gli girano in testa dai tempi di Wing Commander e che avrebbe voluto realizzare (almeno in parte e compatibilmente con le tecnologie dell’epoca) con Freelancer. Cosa che potrebbe essere tanto positiva quanto negativa, ma il discorso sarebbe lungo (ecco uno spunto per un prossimo articolo).

Quindi lo ribadisco: indubbiamente Star Citizen nel bene e nel male è qualcosa di molto complesso e articolato. Di conseguenza è difficile parlare di qualcosa che lo riguardi spendendo giusto un paio di righe ed è quindi facile sbagliare se non si conosce il tutto adeguatamente, fermo restando che a volte anche chi conosce bene il progetto finisce in errore.

Chiaramente io non sono nessuno e non ho titoli per insegnare qualcosa al prossimo, però ritengo anche che seguendo il progetto dall’inizio, avendolo testato per parecchie ore ecc, mi si possa catalogare come “persona informata sui fatti” il che mi permette di dare un parere un pochino più approfondito su alcune questioni.

E qui come sempre mi tocca sottolineare che si tratta dei miei personali punti di vista, non ho secondi fini come difendere Chris Roberts o Cloud Imperium Games o altre cose simili, semplicemente mi piace approfondire discorsi che altrove vengono spesso trattati in maniera molto superficiale.
Il fatto che in questa sede non mi soffermi sui problemi che affliggono il progetto non vuol certo dire che questi non esistano, semplicemente qui sotto parleremo di altro.

Chris Roberts si è intascato X00 milioni di dollari!

È chiaro, parliamo del gioco/progetto dei record, quindi è molto facile fermarsi solo alle informazioni che riguardano i fondi raccolti nel tempo e semplicemente fare un ragionamento del tipo: 300 e rotti milioni di dollari raccolti -> 8 anni di attesa -> nessun gioco rilasciato -> truffa.
Se non è questo il discorso che si finisce per fare, allora si parla dell’esorbitante costo di alcune navi (“bisogna esser pazzi per pagare centinaia di dollari per un mucchio di pixel”).
In altri casi si passa sul personale, con affermazioni discutibili, tipo “chi difende il progetto lo fa solo perché ci ha speso cifre assurde e si vergogna ad ammettere che è tutta una truffa” per arrivare purtroppo anche al sostenitore del progetto che in virtù di una cifra importante donata per lo sviluppo ritiene di essere di una categoria superiore rispetto a chi magari ha solo una starter ship.

Partendo dal discorso che fornisce il titolo (volutamente provocatorio) al paragrafo, ribadisco un concetto già espresso in diverse altre occasioni.
Si possono dire tante cose, tipo perdersi in discorsi su come i soldi vengono spesi, se ci sono sprechi oppure no, se a livello gestionale si poteva fare meglio, che con tale budget si dovevano raggiungere altri risultati in questo lasso di tempo e molto altro.
Però, dopo 8 anni, Chris Roberts non è ancora scappato con il malloppo in qualche isola tropicale come molti dicevano tra il 2012 e il 2013. Evidentemente ci sta mettendo un sacco a preparare le valigie.

Nel frattempo però ha assunto centinaia di dipendenti, aperto e attrezzato diversi studi tra Europa e Stati Uniti, messo in piedi collaborazioni importanti, tirato in ballo parecchi attori famosi, creato tonnellate di materiale a livello di lore e così via. In tutto questo sono stati anche creati strumenti innovativi per lo sviluppo e altri sono in fase di lavorazione.

Ecco, magari vista la mole del progetto, il numero di dipendenti, le spese ecc, possiamo parlare di quanto potrà andare avanti con i fondi raccolti prima di rimanere a secco, ma finché il flusso di donazioni continua si può tirare avanti, anche se è palese che non possono vendere concept di navi in eterno, prima o poi devono passare a vendere un prodotto fatto e finito, partendo da Squadron 42.

In ogni caso liquidare il tutto con un semplice “è una truffa” lo trovo discretamente superficiale.

Ma il costo delle navi è assurdo!

Verissimo, è innegabile che se si pensa al rapporto tra il costo e cosa si ottiene in cambio, dopo una certa fascia si parla di cifre folli. È altrettanto palese che una volta visto che la vendita di concept/navi funzionava bene, in CIG abbiano iniziato a marciarci al punto da sembrare più un ipotetico concessionario di astronavi che non una software house.

Perché non urlo allo scandalo quindi? Perché come in tutte le cose che riguardano SC, la cosa va analizzata più nel dettaglio e affrontata da un differente punto di vista rispetto a quello che si può avere vedendo la questione in maniera superficiale.

Intanto partiamo da una questione fondamentale: Per giocare a Star Citizen basta un pacchetto base contenente il gioco e una starter ship. Fine. Tutto il resto è un di più.
Ogni cosa che oggi è acquistabile con soldi reali è o sarà acquistabile in game con i normali crediti di gioco, quindi basta giocare per avere “tutto”.
Inoltre il concept di Star Citizen ruota intorno all’idea di una persona che si trova in questo universo e partendo in piccolo pian pianino si crea un suo percorso, passa a navi più grandi e impegnative ecc ecc. Ergo se vogliamo chi si compra una nave da “endgame” (un po’ improprio come termine nel contesto, ma giusto per rendere l’idea) si brucerà parte dell’esperienza, senza considerare altri fattori come i costi di gestione e molto altro (ennesimo spunto per articolo approfondito sull’argomento).

Poi in teoria, il concetto dovrebbe essere che non si danno soldi a CIG per la vendita della nave. Si donano soldi per contribuire allo sviluppo del gioco e la nave è il premio/ringraziamento per la donazione fatta.
Poi sappiamo benissimo che la questione ha preso una piega differente nel tempo e che come già detto, CIG ci sta marciando sopra sfornando concept a gogo e facendo frequenti vendite, ma non bisogna mai dimenticarsi che lo scopo è (sarebbe?) finanziare lo sviluppo del gioco e non giocare a chi ha la nave più grossa.
Tradotto: nessuno obbliga nessuno a prendere una seconda nave, una nave più costosa di una starter ecc ecc. Una volta che il giocatore ha il suo pacchetto di base è a posto. Poi se vuole donare altri soldi è una sua scelta e a quel punto sarà anche libero di scegliere quale nave ottenere in cambio.

Parlando a livello puramente personale e soggettivo, dovessi esprimere un desiderio, vorrei che domani smettessero di vendere concept delle navi e iniziassero a vendere Squadron 42 perché completato e giocabile.
Nel frattempo però se la vendita delle navi permette di portare avanti lo sviluppo, me ne faccio una ragione e vivo lo stesso perché so come funziona il tutto.

Tra parentesi, sul mercato ci sono diversi giochi che prevedono un sacco di DLC a pagamento, dove il costo di una manciata di DLC equivale al costo di una bella nave di Star Citizen. Tolto il fatto che mettere soldi nel progetto SC/S42 è una scommessa, poi c’è tutta questa differenza per cui spendere 160 € per acquistare 4 DLC di The Sims è socialmente accettabile, mentre spendere la stessa cifra per una nave di SC invece non lo è?
Potrei anche tirare in ballo parecchi titoli free to play e/o mobile e cifre complessive spese da parecchi giocatori a colpi di micro (macro) transazioni, ma ve lo evito.

Crowdfunding: istruzioni per l’uso

Quando si parla di crowdfunding una regola di base che dovrebbe sempre essere ben chiara è che i soldi donati per finanziare un progetto potrebbero andar persi. Non c’è nessuna garanzia, se non quella che non vengono addebitati se la campagna non raggiunge l’obiettivo minimo.
Ergo bisognerebbe sempre approcciarsi al crowdfunding con cifre gestibili e che si possono anche perdere senza che questo crei eccessivi scompensi, incazzature e delusioni a parte.
Personalmente a volte mi è andata bene (Kingdom Come: Deliverance, ad esempio) altre mi è andata male (The Mandate, tanto per dirne uno). Con Star Citizen… non lo so ancora.

Detto questo, non è un caso che se posso evito il termine “investire” e se lo uso lo metto tra virgolette. Ok, da un certo punto di vista “investiamo” soldi non per un ritorno economico ma per un ritorno rappresentato dal gioco fatto e finito, però nel contesto del crowdfunding termini come donare e finanziare sono sicuramente più indicati e meno fuorvianti, pur se preferisco il solo donare perché rende meglio l’idea di come funziona realmente.

Ho investito millemila dollari, sono più importante di voi

L’errore in cui incorrono alcuni utenti in teoria navigati è appunto quello di pensare di poter avanzare pretese o essere più importanti di chi magari ha donato 40$, o peggio ancora pensare di poter fare la voce più grossa/infuriarsi di più sulla base della maggior cifra “investita”.
Esempio: “ho messo 2000$ nel progetto e questi procedono così lentamente, mi sto stufando, se non si danno una mossa chiedo il refound”.

Mi pare evidente che se il progetto fallisse, la delusione sarebbe tanta per tutti, a prescindere dalle cifre donate. A questo punto viene da chiedersi se chi la mette in questi termini ha ben chiaro di aver fatto una donazione e di non poter pretendere nulla e/o che c’è la possibilità che tutto finisca in vacca dall’oggi al domani. Inutile dire che prima di mettere in ballo certe cifre bisognerebbe saper bene cosa si sta facendo. Se qualcuno ha messo nel progetto Star Citizen cifre importanti senza aver ben chiaro a cosa potenzialmente potesse andare incontro, evidentemente è stato quantomeno avventato e di certo per una volta, non è colpa di Chris Roberts.

Siamo supporter, non azionisti

Insomma, il messaggio che dovrebbe passare è che non siamo azionisti di una qualche società per cui il peso di qualcuno è maggiore o minore in base alla percentuale di quote che si possiedono. Donando soldi a CIG non siamo entrati a far parte dell’azienda, semplicemente abbiamo dato dei soldi in mano a Chris Roberts e gli abbiamo detto “ecco i soldi, ci fidiamo di te, fai quello che sai/vuoi fare”.
Il che appunto da un lato vuol dire fidarsi di CR ritenendo che abbia le idee e le capacità per realizzare questo progetto che tanti sognavano da tempo, ma dall’altro vuol dire anche correre un rischio per diversi motivi facilmente intuibili.

In questo contesto siamo tutti utenti allo stesso modo, a prescindere da quanto abbiamo investito nel progetto, tutti con lo stesso desiderio di vedere il gioco completato. Desiderio che prescinde da quanto si è voluto/potuto donare per la sua realizzazione, consapevoli dei rischi ecc ecc.

Ecco, eventualmente l’eccezione è rappresentata da Clive Calder e suo figlio Keith, che sono effettivamente investitori in senso stretto del termine e hanno messo in mano a CIG un bel po’ di milioncini di dollari in cambio del 10% delle quote dell’azienda. Ma anche in questo caso a comandare c’è sempre Chris Roberts, non è che loro siano diventati azionisti di maggioranza e possano dare ordini a CR. Però sicuramente avranno più diritto di un qualsiasi utente a fare la voce grossa se i risultati non rispecchiano le aspettative.
O almeno è quello che spero, perché sapere che c’è qualcuno che anche in minima parte possa dare ogni tanto una tiratina d’orecchie a Roberts mi farebbe stare un po’ più tranquillo.

Siete folli ad aver donato così tanto e ora che il gioco è in alto mare ve ne vergognate

Viceversa quando si parla di quanto ha donato un singolo utente c’è poi l’altra campana, del tipo “Chi difende Star Citizen lo fa solo perché ha speso cifre folli e deve autoconvincersi che vada tutto bene” o cose del genere.
In pratica questo tipo di commento, che vedo ormai spesso, implica che quello di CIG è un progetto indifendibile, di conseguenza è impossibile che qualcuno abbia ancora voglia di difenderlo nel 2020. Ergo se lo si difende vuol dire che ci sono dietro ragioni economiche, o quantomeno il non voler ammettere di aver donato soldi (magari in quantità importanti) per un progetto palesemente fallimentare, se non una truffa a tutti gli effetti.

Inutile dirlo, ma anche questo è un discorso che lascia il tempo che trova. In questo mondo succede di tutto e di più quindi è anche possibile che qualcuno corrisponda a tale profilo, ma sono più portato a pensare che chi è andato a spendere in SC/S42 più di quanto normalmente spenderebbe per un qualsiasi gioco, l’abbia fatto perché in mezzo ad alti e bassi abbia visto del potenziale, qualcosa che l’abbia convinto a dare fiducia a CIG, pur tenendo conto dei possibili rischi.
Del resto, o è così, oppure CIG è riuscita a trovare 2,811,400 (circa) menti deboli che si sono fatte abbindolare e non si rendono conto di esser state truffate. Oppure si rendono conto di esser state truffate ma sono così orgogliose che piuttosto che chiedere il refound e riprendersi i soldi, vanno su siti e forum a difendere l’operato di Chris Roberts e soci.
Un po’ improbabile, ma magari sbaglio…

E capiamoci: sicuramente c’è anche chi difende il tutto a spada tratta, sempre e comunque, facendo finta di non vedere certi problemi. Ovviamente anche questo è un comportamento altrettanto sbagliato, che però esula dal discorso.

Conclusioni

Con tutti questi discorsi si vuol far intendere che quello di Star Citizen sia un progetto perfetto e inattaccabile? Assolutamente no.
Potenzialmente abbiamo tanti motivi per criticare l’operato di Roberts & C. ma se critiche devono essere, devono avere un fondamento e non essere buttate lì senza sapere bene di cosa si sta parlando.
E per par condicio vanno invece riconosciute le cose pregevoli che sono state fatte e che quindi meritano di essere elogiate.
Si tratta semplicemente di essere obiettivi, tanto nell’attacco quanto nella difesa, senza estremismi come il definire il tutto una truffa, o viceversa definirlo un progetto esente da critiche/problemi.

Nel mezzo, non fermiamoci solo alla superficie, valutiamo le cose nel loro giusto contesto, sia per quelle positive che per quelle negative. La storia di SC è indubbiamente legata alle cifre raccolte e a come sono state raccolte, ma oltre alla raccolta fondi e il tempo che passa, c’è anche altro. Non facciamone sempre una questione di soldi.

E per finire con un discorso che mi piace ripetere spesso, nessuno vede nel futuro, non si può sapere con certezza come andrà avanti la storia di Star Citizen. I sostenitori non possono essere certi che tutto andrà bene e i detrattori non possono essere certi che tutto andrà male.
Aspettiamo e vediamo, possibilmente senza scannarci nel frattempo.

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